Ringraziamenti​

Ringraziamenti​

Ho molte persone da ringraziare e non me ne voglia chi non riuscirò a citare, gratitudine e affetto sono gli stessi che per gli altri.

Gratitudine e amore eterni per i miei genitori, esempio sublime di un amore immortale, tra loro e per noi figlie. Sostenitori instancabili di ogni mio progetto. Sono e saranno per sempre. Amore infinito per le mie sorelle e i miei cognati, sostegno, impulso ed energia in ogni momento della mia esistenza. Non sarei senza di loro.

Amore materno senza confini per i miei due nipotini, Francesca e Matteo, orgoglio, motivo e obiettivo di ogni mia scelta, linfa vitale del mio entusiasmo. Figli non figli che sempre amerò come mamma.

Un posto speciale e un sentimento speciale per mio marito, Enrico. L’ho incontrato. L’ho amato. L’ho sposato. Lo amo e lo risposo ogni giorno. Non altri, non un altro, l’uomo della mia vita, la mia mezza mela, l’altra metà del cielo, la metà del mio respiro. Sempre, nei momenti belli e in quelli difficili, so che la sua mano c’è e io posso stringerla e ciò che chiedo al Cielo è di averlo sempre affianco a me. Mi supporta e mi sopporta, perché sono una donna esigente, amo l’imperfezione come meravigliosa espressione dell’umanità ma la perfezione (che non voglio mai raggiungere nè invero potrei) resta sempre l’obiettivo, figlia culturale di quel Leo Burnett che diceva “tendi sempre verso le stelle, quand’anche non dovessi raggiungerle, almeno le tue mani non saranno sporche di fango”. E trascino lui, Enrico, in questo mio personale universo in cui le cose devono essere fatte per bene. E se non si riesce, si dice, si ammette, si chiede scusa. Perché nulla è più bello che scusarsi umilmente, è come dare una dimensione all’amore che si voleva donare.

Maestri. Tanti, ma ne cito solo due per tutti.
Il mio mentore senza eguali, il Maestro Luca Montersino, contemporary Chef e Pastry Chef che con la sua competenza e il suo amore per le cose fatte bene, ha plasmato il mio modo di vedere la pasticceria e la cucina, intridendolo di rispetto per la salute di chi gusta ciò che prepariamo e stimolandomi a continuare a studiare e migliorare sempre.

Lui, lo Chef Luigi Pomata, il Re del Tonno, la persona e il Maestro che mi ha dato tutto ciò che poteva, senza essere tenuto, senza chiedere nulla. Ho appreso da lui la generosità dei Sardi, l’amore per il territorio e per la comunità, per la purezza del sapore e la sincerità della materia, per la leggerezza del gesto e la profondità delle emozioni, per la autenticità delle relazioni.

Sono grata a tutti e nei limiti di ciò che posso renderò loro onore.